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ACIDO LIPOICO

Immagine del redattore: stefano morini
stefano morini
14 feb 2024
Tempo di lettura: 4 min

L'Acido Lipoico, meglio conosciuto con l'acronimo ALA (alfa-lipoic-acid) o acido Tiottico, è una molecola solforata che in natura esiste in due forme chimiche, ossia come disolfuro ciclico e come acido diidrolipoico.

L’acido lipoico è stato isolato per la prima volta nel 1951 da due biochimici statunitensi, L. J. Reed e I. C. Gunsalus.

I due biochimici, ne ottennero pochissimi milligrammi utilizzando notevoli quantità di fegato. Lo studio si concentrò sulle sue spiccate proprietà antiossidanti, sia in ambiente acquoso, che in ambiente lipidico, oltretutto è l'unico antiossidante che mantiene questa capacità anche nella sua forma ossidata. L'ALA inoltre si trova contenuto sia in cibi animali (carne, pesce, fegato, cuore) che in cibi vegetali (patate, spinaci e nelle conifere in genere).

Come già accennato, l’acido lipoico è dunque una sostanza dotata di spiccate proprietà antiossidanti, per tale ragione è stata considerata con interesse dai produttori di integratori come possibile arma per ridurre i radicali liberi e quindi per contrastare l’invecchiamento, ma anche a livello sportivo. L’acido alfa lipoico agisce da cofattore per numerosi enzimi che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi e delle altre fonti energetiche in ATP, come ad esempio nella piruvato deidrogenasi o nell' alfa-chetoglutarato deidrogenasi. Tale processo, che avviene a livello dei mitocondri cellulari, comprende quel complesso di reazioni che è noto con il nome di “ciclo di Krebs” o “ciclo degli acidi tricarbossilici” .

La disponibilità di Acido lipoico a livello cellulare, aumenta la “fluidità” del ciclo di Krebs e conseguentemente anche l’efficienza dell’intero processo energetico.

Il suo ruolo biologico, che si espleta prevalentemente nei tessuti con elevate capacità aerobiche, permette all’ALA stesso, di rientrare sia tra i fattori essenziali dal punto di vista metabolico, sia nel complesso di antiossidanti disponibili a livello dell'intero organismo. In effetti questa sostanza agisce direttamente nella detossificazione dai ROS (reactive oxygen species), e al contempo rigenera altri potenti antiossidanti come la Vitamina C, il coenzima Q10 e la vitamina E ed il Glutatione.

Per questo motivo, integratori a base di ALA, hanno trovato applicazione nel trattamento delle patologie indotte da eccessivo stress ossidativo, come le neuropatie, la patologie neurodegenerative e le patologie cardiovascolari. Recentemente, inoltre, si è osservata la capacità dell’ALA di migliorare l’espressione cellulare di GLUT4, recettore per il glucosio presente nei tessuti insulino sensibili, introducendo così un potenziale campo di applicazione pure nella disfunzione metabolica degli zuccheri.

Proprio in questo ambito, l'ALA si è dimostrato efficace nel combattere la glicazione, che si verifica per via dell'eccessivo zucchero circolante che si unisce a molecole proteiche come ad esempio l'emoglobina, rendendola meno affine all'ossigeno, oppure alle cellule retiniche, o neurali oppure ancora a quelle endoteliali ecc.[3]

Questo fenomeno è molto pericoloso, e rappresenta uno dei marker principali per la valutazione sul medio-lungo perido del metabolismo zuccherino in particolar modo nei diabetici. Da notare come l'ottima attività antiossidante dell'ALA favorisca proprio in questo ambito, la neutralizzazione dei ROS che tendono a “occludere” i canali del glucosio GLUT1 e il GLUT4 permettendo una migliore veicolazione dello zucchero attraverso queste proteine canale, riducendo a il glucosio circolante abbassando quindi la glicemia. Buona anche l'attività chelante dell'ALA, ossia la capacità di legare a se metalli pesanti come Mercurio e Piombo.[1]

Per quanto concerne la sfera sportiva, l'ALA è un dei cofattori importantissimi nella conversione del Piruvato in Acetyl-Coa, ossia quella molecola capace di entrare nel ciclo di Krebs e aumentare così la conversione del Glucosio in energia.

Questo surplus energetico, è più di un ottima ragione per gli atleti e per gli allenatori, per prendere in considerazione l'utilizzo supplementativo dell'Acido Lipoico.

Un'altra cosa molto interessante però, e che richiama l'attenzione di molti addetti ai lavori che ricercano più muscoli e meno grasso corporeo, è proprio la capacità dell' ALA di favorire l'utilizzo energetico delle molecole e di “inibire” la via lipogenetica.


Secondo lo scienziato tedesco Hans Thristler, farebbe ciò grazie alla “iper sensibilizzazione” dei canali GLUT e anche grazie ad una maggior velocità del ciclo di Krebs, “accellerando” il consumo glucidico.

Non è un caso che molti Body builders utilizzano questa molecola proprio nelle fasi di cosiddetta “definizione”, cercando di ottimizzare proprio i processi di perdita del grasso superfluo e di migliore sia la qualità che la quantià muscolare.[2]

Interessante inoltre, l'abbinamento con altre molecole come ad esempio la Creatina. Questa associazione dipende dal fatto che la miglior stimolazione dei GLUT possa provocare una sorta di “risucchio cellulare pilotato dal tipo di attività del canale in questione ovviamente, che consenta non solo al glucosio di penetrare nelle cellule ma anche di altre moelcole che di solito sfruttano quei canali come ad esempio alcuni ioni o aminoacidi oppure la Creatina. Da qui in poi le teorie si sprecano, alcune anche interessanti e piuttosto fattibili, come le molteplici combinazioni che ne potrebbero scaturire a seconda dell'obiettivo del coach o dell'atleta.

Per quanto concerne l'assunzione, la letteratura indica la sua assunzione dopo i pasti principali per una sua probabile scarsa tollerabilità a livello gastrico, bevendo acqua abbondante durante la sua ingestione. Il dosaggio di solito va dai 600-1000 mg./die per la prevenzione o cura del diabete tipo2[4], ai 600-800 mg/die per ottimizzare i processi di dimagrimento[5] e intorno ai 100 mg/die se viene utlizzato come antiossidante[6].


Bibliografia


[1] – Enciclopedia della medicina DEA ediz. 1988

[2] – Dispensa Sport Science Lab didattica e formazione 3° sem.- 2015 -Dr.S Morini

[3] – Maczurek A. et al. - 2008

[4] - Salinthone S. et al - 2008

[5] – Shay K.P. et al. - 2009

[6] – Wang Y. Et al. 2010


 
 
 

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